Disprassia è la  “difficoltà nella programmazione e nell’organizzazione dell’azione finalizzata”.

E’ un deficit dei movimenti volontari in assenza di deficit sensoriali vistosi.

Etimologia del termine Disprassia

Questo termine deriva dalla parola “prassia” e dal prefisso “dis”.

Prassia” indica l’abilità nel compiere un gesto finalizzato, ovvero un’azione.

Il prefisso “Dis” indica un deficit per cui “Disprassia”.

Consiste principalmente in una difficoltà rispetto alla capacità di pianificare, programmare ed eseguire una serie di movimenti necessari per compiere un’azione finalizzata ad un obiettivo preciso.

Disprassia oculomotoria: come riconoscerla

La disprassia è un disturbo dello sviluppo, dunque i bambini con disprassia oculomotoria, quindi con interessamento del recettore visivo, presentano alcune peculiari caratteristiche:

  • Coordinazione occhio-mano: le difficoltà nell’esecuzione dei movimenti oculariinsieme alle difficoltà nell’esecuzione di movimenti fini della mano possono ostacolare la coordinazione occhio-mano e rendere, alcuni compiti quotidiani, significativamente più difficili.

Possono comportare nel bambino una brutta scrittura, imbarazzo quando si usano le posate e l’apprendimento di nuovi giochi con la palla.

  • Memoria visiva: l’instabilità dei movimenti oculari e del corpo può determinare pesanti richieste al cervello quando si cerca di ricordare informazioni e compiti.
  • Organizzazione spaziale: difficoltà nella consapevolezza della posizione del proprio corpo possono causare difficoltà nell’organizzazione di compiti e azioni.
  • Deficit oculomotorio: i movimenti oculari risultano meno precisi, il che significa che possono mancare piccoli dettagli, come perdere alcune parole durante la lettura.

Inoltre possono esserci difficoltà a praticare qualche sport, in particolare quelli che richiedono coordinazione occhio-mano e buon ritmo.

  • Consapevolezza visiva-spaziale alterata: essere consapevoli dello spazio che ci circonda porta ad una consapevolezza degli oggetti, come il tuo corpo si muove nello spazio intorno a te e come dirigi il tuo corpo richiede una mappa “visiva” nel cervello.

Le persone con disprassia hanno spesso inesattezze nel modo in cui le informazioni visivo-spaziali vengono mappate e comprese.

  • Elaborazione visiva: la disprassia può talvolta rendere instabili o interrotte le informazioni visive e sensoriali che arrivano al cervello.

Questo porta il cervello a volte a ignorare le informazioni con conseguente perdita di cose senza rendersene conto.

Hai mai cercato ovunque una matita sulla tua scrivania e non riesci a vederla? Nel momento in cui smetti di guardare, ti accorgi che era lì da sempre.

Ciò accade perché il cervello non può elaborare tutte le informazioni visive mentre muovi gli occhi per cercare di trovare la penna.

Nel momento in cui smetti di muoverli, i tuoi occhi possono “vedere” di nuovo.

  • Movimenti guidati dalla visione e pianificazione motoria: le nostre azioni e movimenti sono spesso guidati dall’input del sistema visivo. Il cervello ha un’immagine del movimento necessario e dei muscoli che saranno necessari per eseguire l’azione. Le difficoltà nelle capacità motorie possono bloccare questo sistema e influire sulla pianificazione motoria. Ciò può essere espressione di movimenti non pianificati in modo sufficientemente accurato prima di essere eseguiti, con conseguente scarsa coordinazione o movimenti goffi.
  • Sviluppo motorio e sensoriale interrotto: l’attività fisica nei bambini aiuta a guidare lo sviluppo del movimento (motore) e delle capacità sensoriali.
  • Tempi e ritmo: tutti i nostri movimenti, inclusi i movimenti oculari, hanno un ritmo e una sincronizzazione innata. Ciò significa che possiamo iniziare e finire il movimento in modo regolare e controllato.

La disprassia e le difficoltà nel coordinamento motorio possono interrompere il ritmo e la sincronizzazione influendo sia sulla comprensione dei tempi corretti sia sui movimenti da eseguire nel momento giusto.

Questo comportamento potrebbe portare il bambino a urtare un oggetto o perdere l’equilibrio quando si cammina o perdere la vista delle cose quando si usano gli occhi.

Quali difficoltà ha un bambino con disprassia oculomotoria?

La disprassia può influire sulla visione e sulle capacità visive ma non è correlata all’utilizzo di occhiali poiché l’acuità visiva è spesso normale.

Alcune difficoltà che il bambino può mostrare sono:

  • Necessità di coprire o chiudere un occhio durante la lettura.
  • Difficoltà a copiare dalla lavagna.
  • Disgrafia.
  • Saltando il rigo, ripetizione o salto di parole o frasi durante la lettura.
  • Necessità di usare un dito, una striscia di lettura o un’altra forma di marcatore per evitare la perdita di spazio durante la lettura.
  • Movimento della testa, piuttosto che degli occhi, durante la lettura e la scrittura.
  • Visione di parole sfocate, “in movimento”, “fluttuante” o addirittura sdoppiate.
  • Perdita di concentrazione, scarsa capacità di attenzione
  • Difficoltà nel coordinare i movimenti degli occhi, del corpo e della testa.
  • Incapacità a mantenere la fissazione su un oggetto.
  • Difficoltà a condividere lo sguardo con l’interlocutore.
  • Sguardo caotico o iperfisso.
  • Difficoltà a localizzare e/o seguire visivamente gli oggetti in movimento causati da movimenti di inseguimento lento discontinui e caotici.
  • Necessità di tecniche di rinforzo tattile/cinestetico durante l’esecuzione di attività oculomotorie (ad esempio leggere una parola o una frase assieme ad un gesto che lo ricorda)
  • Percezione incoerente o scarsa della profondità.
  • Adattamenti posturali anomali o distanze di lavoro anomale.
  • Lavoro impreciso o incoerente. Le prestazioni possono variare di giorno in giorno o durante la giornata scolastica.
  • Difficoltà a capire e/o ricordare cosa è stato letto.
  • Necessità di maggior tempo, rispetto ai compagni di classe, per eseguire le stesse attività visive.
  • Mal di testa.
  • Stanchezza oculare.
  • Disorientamento spaziale.

La terapia per ridurre o eliminare la disprassia

Gli studi in ambito neuro-scientifico hanno ampiamente dimostrato come, ogni nostro movimento, sia generato da un’idea: vista, tatto, sistema propriocettivo e muscoli, lavorano insieme per produrre il movimento.

Studi hanno evidenziato, inoltre, come le esperienze sensoriali del corpo rivestono un ruolo essenziale nello sviluppo cognitivo, e come esista un legame tra percezione, azione e cognizione.

In particolare, riveste un ruolo importantissimo la recettività sensoriale: i cinque sensi mettono l’individuo in relazione con il mondo circostante.

Lo sviluppo va inteso quindi come la capacità di far interfacciare sempre e velocemente i vari sistemi percettivi e motori, in particolare il sistema visivo e uditivo devono coordinarsi con il sistema motorio per far sì che vi sia una risposta nei tempi giusti.

In presenza di disprassia visiva è importante eseguire una riabilitazione visiva mirata per affrontare e sostenere la disprassia visiva dell’età evolutiva.

Dott.ssa Sara Toma Ortottista a Milano

[Fonte: DossierSalute.com]