Dott.ssa Toma, cos’è la percezione visiva?

La percezione visiva è il processo mediante il quale ricaviamo informazioni sul mondo nel quale viviamo. Esso avviene in maniera selettiva, costruttiva e interpretativa.

La nostra mente seleziona tra le varie sensazioni quelle che, in quel momento, sono per noi importanti, organizzandole quindi in un insieme ordinato e comprensibile.

Su cosa si basa la percezione visiva?

Come altri organi del corpo umano, gli occhi si presentano in coppia e collaborano nella realizzazione della percezione visiva, dando un senso di profondità spaziale alle immagini bidimensionali che si formano sulla retina.

Infatti, gli occhi con la capacità di convergere catturano i raggi visivi provenienti da un oggetto. In ogni occhio si forma una immagine lievemente diversa dello stesso oggetto e il nostro cervello riesce a convertire questa disuguaglianza in percezione del rilievo.

Il nostro cervello raccoglie, rielabora e organizza i dati delle percezioni sensoriali. Nel vedere un oggetto il cervello riconosce oltre all’identità anche la forma, i colori e i movimenti che i nostri occhi hanno eseguito, andando così a definire l’oggetto della nostra percezione visiva.

E’ variabile o è uguale per tutte le persone?

La percezione visiva cambia da soggetto a soggetto e non dipende dall’acuità visiva. Infatti, anche coloro che vedono i 10/10 di visus possono ignorare il 99% di quello che i loro occhi possono fare/vedere, un mondo di attività che appartengono alla percezione visiva.

Ovviamente, coloro che hanno meno di 10/10 sono deficitari in termini di acuità visiva e di conseguenza anche nella percezione visiva.

La percezione visiva in cosa può fare la differenza?

Al di là di quelle che sono le funzioni dell’occhio comunemente conosciute in termini di acuità visiva, la percezione della profondità, la visione periferica, le capacità motorie oculari, le capacità fusionali e molte altre, possono fare la differenza in alcune attività come nello sport.

Se la percezione visiva è lenta o imprecisa, una muscolatura ben sviluppata non può essere utilizzata al massimo della sua potenza.

Gli occhi (la visione) presiedono a tutti i movimenti del corpo! Perciò una vista buona e ben addestrata, ad esempio, può permettere di staccare in moto dieci metri prima degli altri, recuperare un palla difficilissima che in altre situazione è considerata impossibile, centrare meglio un canestro etc.

Esiste una teoria della percezione visiva?

Si, la percezione visiva è stata studiata dalla psicologia della forma.

Lo studio della percezione visiva deve molto all’indirizzo psicologico sviluppatosi agli inizi del 900, la psicologia della Gestalt.

Secondo la psicologia della Gestalt, conosciuta anche come psicologia della forma, l’uomo ha l’attitudine a organizzare le sensazioni elementari in figure emergenti da uno sfondo.

In questo modo si ottiene una figura dai contorni dettagliati, che si presenta in maniera netta rispetto ad uno sfondo indifferenziato, che in alcuni casi appare impercettibile.

E’ un fenomeno che a tutti capita di percepire e sperimentare soprattutto quando si è in viaggio e si osserva un’immagine fuori dal finestrino del treno o dell’auto.

Secondo questa teoria, la percezione è un processo regolato da leggi innate, che scompongono l’immagine in schemi atti a organizzare e a rilevare la figura nella sua totalità.

Il percepito è qualcosa di diverso da una immagine che si forma sulla retina, per questo rientra in un sistema di significati più complessi presenti nel sistema nervoso centrale.

La percezione, dunque, come avviene?

La percezione avviene in due fasi:

  • analisi della forma;
  • elaborazione cognitiva.

Riusciamo a vedere solo ciò che elaboriamo dopo averlo percepito e dotato di significato.

Tra i principali schemi innati troviamo:

  • Continuità (abbiamo la tendenza a raggruppare gli oggetti che possono essere visti l’uno come continuazione dell’altro);
  • Somiglianza (raggruppiamo oggetti simili tra loro);
  • Buona forma (raggruppiamo gli elementi per ottenere la figura più semplice);
  • Vicinanza (siamo portati a raggruppare oggetti vicini tra loro);
  • Chiusura (raggruppiamo gli elementi in modo che formino una figura chiusa);
  • Pregnanza (raggruppiamo gli elementi che possono costituire una figura semplice);
  • Esperienza passata (raggruppiamo gli elementi collegati alla nostra esperienza passata).

Proprio perché la percezione si basa su principi innati e su un’operazione selettiva di separazione della figura dallo sfondo, gli oggetti che vediamo sono, in una certa misura, costruzioni del nostro cervello.