Normalmente il corretto funzionamento del sistema visivo dipende in gran parte dalla visione binoculare, ossia dalla capacità di fondere in una singola immagine gli impulsi provenienti da entrambi gli occhi.

Grazie alla visione binoculare possiamo percepire la tridimensionalità del mondo che ci circonda, ed in base a ciò riuscire a valutare le varie distanze degli oggetti e capirne la localizzazione spaziale.

Cosa è la visione binoculare?

Il ruolo fondamentale della visione binoculare viene svolto dalla muscolatura estrinseca oculare che ha il compito di orientare gli occhi verso l’oggetto di interesse in modo tale che le immagini si formano su aree corrispondenti.

La condizione che si viene a formare è detta Ortoforia.

L’ortoforia si verifica quando gli assi visivi di entrambi gli occhi sono paralleli sia per la visione da vicino che da lontano.

In questa condizione, non è necessario nessun ulteriore movimento degli occhi perché la fusione sensoriale si possa manifestare.

Al contrario quando gli occhi non sono orientati adeguatamente, la condizione che si viene a formare è detta deviazione oculare che viene classificata in:

  • deviazione latente: cioè uno squilibrio del sistema visivo che può essere compensato dalla fusione motoria. Questa tipologia di deviazione appartiene al gruppo delle eteroforie o strabismo latente. In questo caso lo strabismo latente è a carico di entrambi gli occhi e prevalentemente dell’occhio non dominante
  • deviazione manifesta ovvero uno squilibrio del sistema visivo che non può essere compensato dalla fusione motoria. Questa tipologia di deviazione appartiene al gruppo delle eterotropie o strabismo manifesto. In questo caso uno dei due occhi è deviato, mentre l’altro è allineato sull’oggetto d’interesse.

Che cos’è l’insufficienza di convergenza

L’insufficienza di convergenza è un comune disturbo della visione binoculare dovuto all’incapacità di allineamento degli assi visivi su oggetti a distanza ravvicinata per lunghi periodi di lettura o studio.

Molte persone non sanno di averla perché non viene diagnosticata con un semplice controllo visivo, la persona può vedere 10/10 ed essere affetto da un’insufficienza di convergenza.

Insufficienza di convergenza: i sintomi

Le persone con insufficienza di convergenza lamentano:

  • difficoltà a leggere, guardare e svolgere lavori da vicino nonostante gli occhiali in uso.
  • Affaticamento degli occhi.
  • Stanchezza visiva (in particolare durante o dopo la lettura).
  • Mal di testa.
  • Incapacità di concentrazione.
  • Visione offuscata.
  • Possibile diplopia o visione doppia.

I sintomi riferiti associati allo stress visivo vengono comunemente espressi con il termine astenopia.

Questa, più in generale, può essere definita anche come qualsiasi sintomo o disagio legato all’uso dei propri occhi.

Alcuni soggetti però non lamentano questi sintomi e sono definiti asintomatici, perché, anche se entrambi gli occhi sono aperti e capaci di vedere, il cervello del soggetto ignora un occhio per evitare la  visione doppia.

Questo meccanismo neurologicamente attivo è chiamato soppressione, ovvero un meccanismo attraverso il quale i centri superiori inibiscono le informazioni disturbanti provenienti dall’occhio deviato.

Oltre alla soppressione, il sistema visivo può rispondere alla diplopia instaurando una nuova correlazione tra le due retine.

Gli elementi retinici corrispondenti perdono la loro direzione visiva comune, mentre viene acquistata da elementi retinici non corrispondenti.

In presenza di questo meccanismo, definito Corrispondenza Retinica Anomala, la fovea dell’occhio fissante diventa corrispondente con l’elemento retinico del suo controlaterale in cui si forma l’immagine dell’oggetto osservato.

Trattamento dell’insufficienza di convergenza

Il trattamento dipende dall’entità della sintomatologia.

Esso comprende:

  • cicli di terapie ortottiche (ginnastica oculare) ovvero un insieme di esercizi per migliorare i movimenti oculari.
  • L’utilizzo di occhiali prismatici, che possono diminuire alcuni sintomi ma non sono una vera e propria soluzione al problema e il soggetto rimane in genere dipendente dal loro uso.
  • Il trattamento chirurgico.

Questa ginnastica oculare in aggiunta ad adeguate lenti per occhiali serve a:

  • prevenire l’insorgenza di disturbi visivi.
  • Migliorare le abilità visive nelle attività scolastiche, nel lavoro da vicino e nello sport.
  • Compensare le insufficienze già esistenti.
  • Prevenire futuri problemi a carico della postura.
  • Mantenere la migliore condizione visiva per consentire all’individuo una visione nitida.

L’efficienza della ginnastica oculare trova riscontro:

  • nelle condizioni di disfunzioni oculo-motorie.
  • nei disturbi accomodativi dovuti alla messa a fuoco dell’oggetto interessato.
  • nei disturbi visivi-percettivi, disturbi binoculari dovuti all’insufficienza di coordinazione oculare.

La capacità visuo-percettiva è un processo di elaborazione degli stimoli sensoriali che prevede l’analisi, la selezione e la valutazione delle informazioni visive.

Alla formazione dell’immagine retinica segue un’analisi delle informazioni percettive (come forma, grandezza, colore) e poi la valutazione da parte del processo cognitivo dell’immagine percepita.

Questa coordinazione avviene quando l’occhio dominante fa da guida e l’occhio non dominante segue i movimenti in modo corretto e accorda le informazioni, determinando una buona e accurata visione binoculare.

Dott.ssa Sara Toma Ortottista a Milano

 

[Fonte: dossiersalute.com]